soia

Soia

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La soia è un legume molto dibattuto. Non fa parte della nostra tradizione, quindi è visto con diffidenza da molti, inoltre una grossa percentuale di soia prodotta al mondo è geneticamente modificata e — per quanto questa sia destinata soprattutto all’uso animale — mette in cattiva luce questo legume agli occhi del consumatore medio (senza grandi motivazioni in realtà, ma questa è un’altra storia). D’altro canto è un alimento presente in alcune diete, come quella vegetariana o quella vegana, che sono comunque spesso associate (purtroppo) a credenze pseudoscientifiche. Vale la pena quindi di parlarne.

Cominciamo con la presentazione nutrizionale. La soia, o meglio Glycine max, la classica soia gialla, è un legume, parente quindi dei fagioli e delle lenticchie. A livello nutrizionale1 troviamo, per i valori più significativi, in ogni 100 g di prodotto:

  • 36,9 g di proteine
  • 19,1 g di grassi
  • 23,2 g di carboidrati
  • 1740 mg di potassio
  • 257 mg di calcio
  • 591 mg di fosforo

Anche solo confrontando questi numeri con i fabbisogni individuati dai LARN2, ci si rende conto di quanto possa essere nutriente questo legume. 100 g infatti riescono a soddisfare quasi tutto il fabbisogno di fosforo, più del 40% del fabbisogno di potassio e più del 25% del fabbisogno di calcio di un maschio adulto. A tutto questo va a sommarsi anche il contenuto in molecole bioattive della soia, in particolare i fitoestrogeni (gli isoflavoni) e i fitosteroli.

Nonostante questa ricchezza di nutrienti, sulla soia sono nate preoccupazioni; anche molti professionisti sono in dubbio quando si tratta di consigliarla o meno. Uno dei primi dubbi è la possibilità che questo alimento causi il cancro. In particolare, il sospetto c’è per il cancro al seno: l’effetto degli isoflavoni, molecole simili agli estrogeni, potrebbe essere promuovente questo tipo di tumore rendendo quindi consigliabile limitare la soia nella dieta quotidiana. Uno studio del 20143 si prende il compito di verificare lo stato dell’arte delle conoscenze a riguardo: i dati raccolti dai ricercatori indicano che non solo la soia non lo causa, ma addirittura sembra essere protettiva a riguardo. Un altro lavoro del 20144 arriva alla conclusione che la Dieta Mediterranea contenente soia è protettiva per il cancro al seno e addirittura un articolo del 20135 si spinge a suggerire supplementi di soia per le persone malate di cancro al seno. Come chiosa, segnalo che esistono delle linee guida inglesi che suggeriscono il consumo di soia per la prevenzione e per il trattamento del cancro al seno6.

Un’altra ragione di preoccupazione riguarda la fertilità maschile: si dice che la soia causi sterilità, proprio in forza del fatto che, contenendo fitoestrogeni, possa compromettere l’apparato riproduttore maschile. Il primo lavoro del 20143 citato prima dice che i dati sono inconcludenti: non è possibile stabilire una connessione chiara tra il consumo di soia e l’infertilità maschile, perché i lavori presi in esame per cercare di dare una risposta, purtroppo, sono contraddittori. Nonostante questo però, il numero di studi che scagionano la soia è alto. Per esempio nel 2010 la rivista «Fertility and Sterility» pubblica una review7 le cui conclusioni indicano le proteine della soia e gli isoflavoni come ininfluenti sulla salute maschile.

Come la soia è accusata di causare cancro al seno, parimenti è accusata di causare cancro alla prostata negli uomini. Anche qui, la letteratura scientifica smentisce, e anche questa volta lo fa addirittura ribaltando la diceria: la soia è protettiva contro il cancro alla prostata8.

Quindi la soia è un legume miracoloso, qualcosa da mangiare in abbondanza? Ovviamente no, come per tutte le cose c’è sempre la necessità di misurarne l’assunzione. La soia potrebbe comunque causare allergie, o peggiorare lo stato di un paziente in iperuricemia o gotta, perché contiene molte purine. Ma gli effetti positivi (controllo del colesterolo, ricchezza nutrizionale, effetti antinfiammatori…) possono essere molti ed è sbagliato diffidare di questo alimento.

EDIT 14/06/2015.
Il collega Gianluca Rizzo mi ha fatto notare che ho saltato un argomento importante: l’effetto goitrogeno della soia. La formazione del gozzo (ovvero appunto l’effetto goitrogeno) è data dal fatto che la soia impedisce il corretto metabolismo dello iodio, causando quindi un malfunzionamento della tiroide e un suo rigonfiamento. La situazione è abbastanza complessa. Una review del 20069 mostra come il consumo di proteine della soia e isoflavoni (che sono un tipo di flavonoidi) della soia sia ritenuto tendenzialmente sicuro nelle persone sane, mentre chi fa uso di farmaci per ipotiroidismo dovrebbe tenerne conto, perché la soia abbassa la loro efficacia. Una review del 201110 invece esprime idee più prudenti sull’effetto dei flavonoidi, mostrando come esperimenti in vivo e in vitro diano qualche preoccupazione in più. Infine, uno studio dello stesso anno11 condotto su sessanta persone con un ipotiroidismo subclinico mostra come i fitoestrogeni della soia possano far progredire la malattia fino a uno stato sintomatico, anche se nello stesso tempo i ricercatori hanno osservato anche un abbassamento dell’insulinoresistenza, della pressione e di alcune molecole infiammatorie.

In definitiva quindi, è importante che si conosca lo stato della propria tiroide e, nel caso ci fossero problemi, è sempre meglio parlare con il proprio endocrinologo prima di cominciare a basare la propria dieta su questo alimento, mentre difficilmente ci sono risvolti negativi nelle persone sane.

Bibliografia

  1. Composizione chimica Soia. Available at: http://sapermangiare.mobi/tabelle_alimenti/004900/100/soia_secca.htm. Accessed June 4, 2015.
  2. Sinu. LARN 2014. Available at: http://www.sinu.it/html/pag/tabelle_larn_2014_rev.asp.
  3. D’Adamo CR, Sahin A. Soy foods and supplementation: a review of commonly perceived health benefits and risks. Altern Ther Health Med. 2014;20 Suppl 1:39–51. Available at: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24473985. Accessed June 4, 2015.
  4. Albuquerque RCR, Baltar VT, Marchioni DML. Breast cancer and dietary patterns: a systematic review. Nutr Rev. 2014;72(1):1–17. doi:10.1111/nure.12083.
  5. Fritz H, Seely D, Flower G, et al. Soy, red clover, and isoflavones and breast cancer: a systematic review. PLoS One. 2013;8(11):e81968. doi:10.1371/journal.pone.0081968.
  6. UK CR. Diet and breast cancer. 2014. Available at: http://www.cancerresearchuk.org/about-cancer/type/breast-cancer/about/risks/diet-and-breast-cancer#soya. Accessed June 4, 2015.
  7. Hamilton-Reeves JM, Vazquez G, Duval SJ, Phipps WR, Kurzer MS, Messina MJ. Clinical studies show no effects of soy protein or isoflavones on reproductive hormones in men: results of a meta-analysis. Fertil Steril. 2010;94(3):997–1007. doi:10.1016/j.fertnstert.2009.04.038.
  8. Yan L, Spitznagel EL. Soy consumption and prostate cancer risk in men: a revisit of a meta-analysis. Am J Clin Nutr. 2009;89(4):1155–63. doi:10.3945/ajcn.2008.27029.
  9. Messina M, Redmond G. Effects of soy protein and soybean isoflavones on thyroid function in healthy adults and hypothyroid patients: a review of the relevant literature. Thyroid. 2006;16(3):249–58. doi:10.1089/thy.2006.16.249.
  10. De Souza dos Santos MC, Gonçalves CFL, Vaisman M, Ferreira ACF, de Carvalho DP. Impact of flavonoids on thyroid function. Food Chem Toxicol. 2011;49(10):2495–2502. doi:10.1016/j.fct.2011.06.074.
  11. Sathyapalan T, Manuchehri AM, Thatcher NJ, et al. The effect of soy phytoestrogen supplementation on thyroid status and cardiovascular risk markers in patients with subclinical hypothyroidism: a randomized, double-blind, crossover study. J Clin Endocrinol Metab. 2011;96(5):1442–9. doi:10.1210/jc.2010-2255.

Fonte immagine
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