Una mamma per amica

Una mamma per amica

Esistono persone, evidentemente magre, che dicono agli altri di mangiare moltissimo, raccontano di strafogarsi di pizza, dolci e cioccolata e ringraziano il loro metabolismo super veloce perché non ingrassano. Ogni tanto, quando sento questi racconti, mi vengono in mente le puntate di un vecchio telefilm che andava in onda anni fa: Una mamma per amica (Gilmore girls era il titolo originale). Ho sempre trovato interessante l’approccio al cibo dei personaggi della serie, soprattutto di Lorelai e Rory, le due protagoniste: c’erano scene in cui veniva riempita la casa con caramelle, pizza, dolciumi e, apparentemente, le due Gilmore si cibavano di queste leccornie per giorni. Quello che trovavo interessante era guardare i dettagli: a meno che non mi sia sfuggito qualche particolare, non mi è mai capitato di vedere nessuno che avesse effettivamente preso più di un morso o due di quello che era a disposizione. E questo capitava anche quando andavano a prendere hamburger nel locale del paese, o quando andavano al ristorante a mangiare piatti più raffinati.

Probabilmente il tutto era dettato anche da esigenze sceniche, ma la sistematica attenzione a non finire un solo pasto mi è rimasta impressa. La percezione del cibo, o meglio, la percezione di quello che si mangia, è uno degli aspetti più importanti nell’alimentazione, e ne parlo perché si collega ad una leggenda metropolitana estremamente diffusa: il metabolismo veloce o lento. Recentemente ho scritto della dieta del supermetabolismo, un approccio che cavalca quest’idea e si basa appunto sull’aumento del proprio metabolismo. La realtà è che le persone magre sono generalmente quelle che mangiano una quantità e una qualità di alimenti tendenzialmente corretta e bilanciata per il proprio fisico, concedendosi sgarri quando vogliono, senza volerlo troppe volte.

Molte persone tendono a ricordare le volte in cui si sono abbuffati di pizza, mentre tendono a trascurare le volte in cui semplicemente hanno mangiato come fanno normalmente, sovrastimando le prime occasioni e sottostimando le seconde, perché la pizza ci colpisce molto più del solito piatto che ci facciamo tutti i giorni. Inoltre non tutti sono coscienti di quanto consumano quotidianamente, anche questo è uno dei fattori che tende a dire “mangio tanto e non ingrasso”. Il consumo energetico di ognuno di noi, l’insieme delle attività volontarie e involontarie del nostro organismo che ci permettono di vivere e sopravvivere, è il metabolismo. Esiste un metabolismo basale, che riguarda i processi biochimici del corpo e cambia lentamente nel tempo o rimane stabile, e un metabolismo totale, che è l’insieme del metabolismo basale e del consumo dato da tutte le attività quotidiane, faticose o meno, e varia anche velocemente da un giorno all’altro.

Il metabolismo basale è dato da molti fattori, ad esempio la massa muscolare e la massa grassa variano questo valore: a parità di peso, la persona con più muscoli ha un metabolismo basale più alto. Correre, camminare, parlare, leggere un giornale, scrivere al computer, mangiare, dormire, sono tutte attività che aggiungono consumo al metabolismo basale, andando a formare insieme ad esso il metabolismo totale. Per aumentare il metabolismo totale basta aumentare l’attività fisica quotidiana, per aumentare il metabolismo basale invece bisogna agire a un livello più profondo e, ad esempio, aumentare la massa muscolare.

Quando qualcuno mangia abbastanza da superare il consumo basale ma non tanto da raggiungere il consumo totale quotidiano si trova nelle condizioni ideali per dimagrire; se si mangia meno di quanto richieda il metabolismo basale invece c’è il rischio di perdere muscolatura e di abbassarlo  (ed ecco perché sono d’accordo con la Pomroy quando dice di mangiare di più se si deve perdere più peso). Fare caso a quello che si mangia quando si mangia squilibrati è normale, come dicevo è un problema di percezione del cibo ingerito, ma chi è magro non lo deve al suo metabolismo super veloce, quanto al fatto che magari non ha voglia di strafare come altri, che invece sono sovrappeso.

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