L’articolo precedente, La vera ragione del dimagrimento, metteva in chiaro che per dimagrire bisogna mangiare di meno rispetto a quanto si consuma. Ci siamo lasciati però con l’idea che ci sia bisogno di valutare bene l’apporto dei nutrienti per evitare possibili conseguenze sulla salute, anche gravi. Ecco come evitare che succeda.

Tutto parte dalla biochimica

Il nostro corpo ha bisogno di ingredienti concreti per rimanere funzionale: proteine, grassi, carboidrati, vitamine e minerali. Questi ingredienti sono sfruttati per le più disparate funzioni corporee e, dal loro consumo, vengono ricavate le calorie necessarie per mandare avanti i vari processi fisiologici. Quindi, anche se per convenzione le quantità di cibo che mangiamo vengono calcolate in calorie, quelli che ci servono davvero sono invece i componenti del cibo che mangiamo.

Alcuni di questi componenti sono imprescindibili, altri invece sono facilmente sintetizzati dal nostro corpo, o recuperati dalle riserve. Senza scendere nei particolari, una dieta correttamente strutturata permette di andare in carenza con i secondi e non con i primi, in modo da preservare la funzionalità generale. Le diete commerciali che eliminano una parte degli alimenti hanno bisogno di integratori perché non riescono a dare tutto quel che si dovrebbe. Cosa succede se si mangia troppo poco di un nutriente che dovremmo prendere dal cibo?

La malnutrizione e l’obesità

Esistono diversi tipi di malnutrizione per difetto e, tendenzialmente, sono evidenti in popolazioni povere: bambini magrissimi o con ventri molto gonfi sono entrambe manifestazioni di questo problema. Nel mondo occidentale vedere condizioni simili è molto raro, ma anche noi abbiamo un forte rischio di mangiare troppo poco. La conseguenza è, paradossalmente, l’obesità.

Il fatto è che noi abbiamo i supermercati, l’industria alimentare e dolciaria e la comodità di non dover rischiare niente per sfamarci. Molte persone hanno sperimentato il famoso effetto yo-yo, ovvero quel fenomeno per il quale si riprende peso dopo una dieta, spesso più di quanto se ne avesse prima. Da cosa dipende? Soprattutto dall’errata convinzione che la dieta sia un passaggio, una cura per passare dallo stato A allo stato B, mentre invece deve essere l’inizio di un percorso, un cambio di abitudini che dura tutta la vita. Ma come si può ingrassare mangiando troppo poco?

Il problema della fame

Mangiare troppo poco, indiscriminatamente, senza un criterio di equilibrio, porta ad avere una carenza di nutrienti essenziali (ovvero nutrienti da prendere obbligatoriamente con la dieta). Le porzioni piccole, poi, lasciano con la sensazione di non aver mangiato abbastanza, e la fame torna presto. Quando facciamo la spesa, ci troviamo a comprare cose che non ci servono, ma sono golose, attraenti: merendine, pizze, focacce, cracker, grissini… sono cibi altamente squilibrati, con un apporto di grassi e zuccheri molto alto e un basso apporto proteico, che ci sfamano e ci danno soddisfazione ma non ci nutrono.

Cibandoci di questi alimenti abbiamo tre conseguenze concatenate tra loro:

  1. mangiamo troppo poco in termini di nutrienti essenziali, creando malnutrizione;
  2. mangiamo sbilanciato, aumentiamo alcuni nutrienti a scapito di altri e, così facendo, andiamo a rimpolpare le riserve di grassi;
  3. aumentiamo senza accorgercene il quantitativo calorico della dieta. Un pacchetto da 25 g di cracker ha quasi il doppio delle calorie della stessa quantità di pane bianco1,2, mangiare un paio di pizzette non è trascurabile e sicuramente la merendina che tiriamo fuori dalla credenza quando vogliamo qualcosa di dolce influisce pesantemente.

Quindi, un difetto calorico iniziale nella nostra dieta, non bilanciato, porta ad avere fame e ad aumentare alcuni nutrienti a discapito di altri, facendo così crescere le nostre riserve di grasso. E si arriva al paradosso dell’ingrassare mangiando pochissimo.

Aberranti esagerazioni

Oltre questa situazione, che è comune a moltissime persone, ci sono poi gli esaltati e quelli che li sfruttano. È il caso della coppia che, nel mese scorso (giugno 2017), si è dichiarata “respiriana”, ovvero capace di vivere di sola luce solare, senza mangiare né bere3. Dicevano di vivere in questa maniera, anche se poi hanno ammesso di consumare talvolta frutta e verdura. Personalmente, sconsiglio anche questa seconda ipotesi, perché è totalmente insufficiente per garantire una buona alimentazione, ma voglio anche sottolineare il fatto che questa coppia, apparentemente, facesse dei corsi di otto giorni per diventare respiriani a 1700 dollari a partecipante. Insomma, nella migliore delle ipotesi sono riusciti a mettere su un business sulle credenze antiscientifiche delle persone, nella peggiore mettono a rischio la vita dei loro corsisti.

L’alimentazione va curata nel dettaglio, affidarsi al sentito dire o ai guru non offre alcun vantaggio. Ricordiamoci sempre che bisogna mangiare per tutta la vita, ed è l’abitudine ciò che conta davvero.

Bibliografia

  1. 25 g di Crackers – Tabelle Nutrizionali – Sapermangiare.mobi. http://sapermangiare.mobi/tabelle_alimenti/001020/25/crackers_salati.htm. Accessed July 18, 2017. 
  2. 25 g di Pane formato rosetta – Tabelle nutrizionali – Sapermangiare.mobi. http://sapermangiare.mobi/tabelle_alimenti/000560/25/pane_formato_rosetta.htm. Accessed July 18, 2017. 
  3. Come si è diffusa la bufala della coppia respiriana che vive senza mangiare – TPI. http://www.tpi.it/pop/come-diffusa-bufala-coppia-respiriana/#. Accessed July 18, 2017. 

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