latte

Un bicchiere di latte

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Il latte è antipatico a molti. Su questo alimento esistono svariate dicerie: “il latte causa il cancro”, “il latte causa osteoporosi”, “il latte non è un alimento naturale” sono solo alcune delle frasi che si possono trovare girovagando su internet. Cerchiamo di capire per bene se c’è qualcosa di vero o sono solo leggende metropolitane: non tutte le indicazioni prudenziali sul latte sono da scartare al 100%, spesso si tratta di avere solo un approccio meno intransigente per riuscire a trovare la verità. Prima di tutto presentiamo il protagonista.

Cos’è il latte e quanto se ne consuma

La definizione a norma di legge (art. 15 r.d. 994 del 9 maggio 1929)  del latte è: il prodotto ottenuto dalla mungitura regolare, ininterrotta e completa della mammella di animali in buono stato di salute e di nutrizione1. È un alimento comune, nel 2012 la produzione mondiale è arrivata a superare le 625 milioni di tonnellate, con un parziale europeo di quasi 244 milioni2. La maggior parte avviene nei paesi europei (compresi quelli extra UE), 24%,  e in Nord, Centro e Sud America con un 29% complessivo, ma alcune regioni molto popolate hanno in realtà un apporto relativamente basso: le regioni asiatiche hanno in totale il 60% della popolazione mondiale, ma non raggiungono il 30% della produzione mondiale di latte, contro la regione europea che ha solo il 3% della popolazione mondiale. Forse è per questa sproporzione che molti pensano sia un alimento da evitare: se la maggior parte della popolazione fa un consumo tutto sommato modesto di questo alimento deve essere frutto di un qualche tipo di abitudine occidentale, quindi per definizione sbagliata.

Bere latte non è naturale

La capacità di digerire il latte è comparsa soprattutto in quelle popolazioni di allevatori che trovavano un vantaggio selettivo nel mangiare questo alimento. Il motivo per cui gli uomini, o meglio, soprattutto alcune popolazioni specifiche, abbiano sviluppato questa capacità non è chiara, esistono varie ipotesi ma nessuna conclusiva, si sa solo che è una risposta adattativa a una pressione selettiva ambientale3,4. L’intolleranza al lattosio è effettivamente la situazione normale se consideriamo i mammiferi in generale: nessun animale normalmente si ciba di latte in età adulta, così nessun animale, normalmente, conserva la capacità di digerire il lattosio. Questo ha dato il via alla prima e più frequente diceria sul latte: bere latte di un’altra specie non è naturale. Al di là del fatto che l’uomo fa migliaia di cose che non vengono fatte da nessun’altra specie animale o vegetale (per dirne una: quanti altri esseri conoscete che mettono un paio di pantaloni?), se esiste una mutazione che gli permette di bere latte questa non è artificiale, ma è assolutamente naturale!

In sintesi: bere latte è comune a molte popolazioni, se non fosse naturale dovrebbe esistere un qualche farmaco per permettere alle persone di berlo

Il latte contiene pus

Una delle fantasie più strane che si leggono è “il latte contiene pus”. Ora, questa voce deriva dal fatto che sia inevitabile trovare, nel latte crudo, contaminazioni di cellule somatiche, ovvero cellule epiteliali e globuli bianchi. Probabilmente molti pensano che questa composizione sia la stessa del pus, quindi fanno l’equivalenza. Però questa non è una reazione infiammatoria come quella da cui deriva il pus, ma la normalissima composizione del latte. Pensiamoci un attimo: l’allattamento da madre a figlio per l’uomo (e non solo) ha anche un altro ruolo oltre quello del nutrimento: la copertura immunitaria. In pratica l’allattamento è il modo in cui la madre aiuta a far rimanere in salute il cucciolo. Nella vacca vengono quindi passati anche globuli bianchi, che comunque la comunità europea regola finemente5. In ogni caso, il numero di cellule può effettivamente servire come campanello d’allarme per scovare eventuali infezioni della vacca6, e la legge europea impone che se si superano i limiti si debbano avvertire le autorità sanitarie, prendendo tutte le misure del caso.

In sintesi: è normale trovare cellule all’interno del latte, finché non superano un certo numero — e allora segnalano un’infezione — non c’è alcun pericolo, e di certo non è pus, che è il risultato di una potente reazione immunitaria

Il latte e l’osteoporosi

Per quanto riguarda l’osteoporosi, molti siti alternativi additano il latte (e i latticini) come pericolosi per la salute delle ossa. La ricchezza in proteine del latte influirebbe sul mantenimento del pH del sangue, che ricordo è compreso tra 7.35 e 7.45. La teoria vuole che un maggiore introito proteico abbassi il pH del sangue, che dovendo rimanere fisso costringe il corpo a creare dei tamponi chimici contenenti calcio, che poi vanno smaltiti con le urine, causando quindi una perdita netta di calcio. Ora, questa argomentazione è smentita da un lavoro molto ampio del 2010, in cui si dimostra che un maggiore introito di proteine non fa che migliorare la condizione delle ossa, prevenendo l’osteoporosi7. Anche fosse vera, comunque, il latte intero apporta 3.3 g di proteine su 100 g di prodotto, una colazione abbondante è mediamente da 300 g di latte, cioè circa 10 g di proteine. Sono tante? Per saperlo dobbiamo considerare i fabbisogni suggeriti, che ci dicono che la quota proteica raccomandata è di 0.9 g di proteine per ogni kg di peso corporeo8. 10 g di proteine quindi corrispondono a circa un  quinto del fabbisogno quotidiano di una donna da 55.5 kg circa. Non proprio una gran quantità. Al di là delle proteine, ci si potrebbe comunque chiedere se il latte abbia un qualche effetto sulla perdita di calcio. Anche quest’ipotesi è stata smentita da un ampio lavoro9: non esiste prova che il latte abbia un effetto sul pH del corpo. C’è da precisare però che il latte non cura l’osteoporosi: recenti studi confermano l’assoluta indifferenza tra chi consuma latte e latticini e chi non li consuma nella prevenzione di questa malattia10.

In sintesi: latte e latticini non sono causa di osteoporosi, ma non sono nemmeno determinanti nel prevenirla. Gli studi hanno dimostrato che non hanno nessuna influenza sulla malattia.

Il latte e il cancro

Infine, parliamo del cancro. Il latte è accusato, anche da nomi illustri, di essere causa di cancro. Esistono studi che collegano, a livello molecolare, l’assunzione di latte con lo sviluppo di alcuni tipi di tumore11, ma attualmente sono soprattutto speculazioni prudenziali. Il più grande studio effettuato che collega l’alimentazione e lo sviluppo di cancro (capitolo 4.4)12 ci dice che le conoscenze attuali sono le seguenti:

  1. È probabile che il latte sia protettivo contro il cancro al colon-retto
  2. Esistono evidenze limitate del fatto che sia protettivo per il cancro alla vescica
  3. È probabile che una dieta ricca di calcio (non per forza da latticini) sia causa di cancro alla prostata
  4. Esistono evidenze limitate del fatto che il latte e i formaggi siano causa di cancro alla prostata; esistono evidenze limitate del fatto che i formaggi siano causa di cancro al colon-retto
  5. Non esistono prove convincenti né per la prevenzione né per l’aumento del rischio su nessun tipo di cancro.

È evidente come la parola fine su questo argomento sia tutt’altro che arrivata, ma di certo i proclami allarmistici sono esagerati e, spesso, inconsistenti.

In sintesi: allo stato attuale delle conoscenze, non c’è una prova certa che colleghi il consumo di latte con l’insorgenza di tumori. Tuttavia, è un atteggiamento prudente quello di eliminare il latte e i latticini dalla dieta in caso di malattia.

 

Bibliografia

1.           Latte nell’Enciclopedia Treccani. Available at: http://www.treccani.it/enciclopedia/latte/. Accessed August 7, 2014. 

2.           CLAL – World rapporto produzione Latte e popolazione. Available at: http://www.clal.it/?section=produzioni_popolazione_world. Accessed August 7, 2014. 

3.           Tishkoff SA, Reed FA, Ranciaro A, et al. Convergent adaptation of human lactase persistence in Africa and Europe. Nat Genet. 2007;39(1):31–40. doi:10.1038/ng1946. 

4.           Evolutionary Adaptation and Positive Selection in Humans. Available at: http://www.nature.com/scitable/topicpage/evolutionary-adaptation-in-the-human-lineage-12397. Accessed August 7, 2014. 

5.           EUR-Lex – 31992L0046 – IT. Available at: http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:31992L0046&from=IT. Accessed August 10, 2014. 

6.           Le cellule somatiche nel latte. Available at: http://www.mondolatte.it/index.php/qualita-del-latte/103-le-cellule-somatiche-nel-latte. Accessed August 10, 2014. 

7.           Cao JJ, Nielsen FH. Acid diet (high-meat protein) effects on calcium metabolism and bone health. Curr Opin Clin Nutr Metab Care. 2010;13(6):698–702. doi:10.1097/MCO.0b013e32833df691. 

8.           I nuovi LARN. Available at: http://www.sinu.it/html/pag/nuovi_larn.asp. Accessed June 27, 2014. 

9.           Fenton TR, Lyon AW. Milk and acid-base balance: proposed hypothesis versus scientific evidence. J Am Coll Nutr. 2011;30(5 Suppl 1):471S–5S. Available at: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22081694. Accessed February 7, 2014. 

10.        Feskanich D, Willett WC, Colditz GA. Calcium, vitamin D, milk consumption, and hip fractures: a prospective study among postmenopausal women. Am J Clin Nutr. 2003;77(2):504–11. Available at: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12540414. Accessed August 10, 2014. 

11.        Ma J, Giovannucci E, Pollak M, et al. Milk Intake, Circulating Levels of Insulin-Like Growth Factor-I, and Risk of Colorectal Cancer in Men. J Natl Cancer Inst. 2001;93(17):1330–1336. 

12.        WCRF-AICR Diet and Cancer Report. Available at: http://www.dietandcancerreport.org/. Accessed May 1, 2013. 

Fonte immagine:
http://en.wikipedia.org/