dieta sirtQuest’anno è uscito un libro che mi ha colpito particolarmente, parla di un approccio un po’ diverso dalle solite diete commerciali: la dieta Sirt. Il libro si intitola Sirt, la dieta del gene magro (si può acquistare cliccando direttamente sul link in fondo all’articolo) ed è scritto da due nutrizionisti inglesi: Adain Goggins e Glenn Matten.

La dieta Sirt è un approccio dietetico che, a differenza di molte altre diete commerciali, non esclude nessun tipo di alimento tranne quelli che qualsiasi nutrizionista escluderebbe: cibi raffinati, dolci, prodotti industriali… insomma, l’approccio è inclusivo, non esclusivo. La base infatti è quella di consumare un gran numero di alimenti che gli autori chiamano alimenti Sirt. Questi alimenti sono tutti di origine vegetale e hanno al loro interno alcune molecole, i polifenoli, capaci di attivare particolari meccanismi nel nostro corpo.

Cosa vuol dire «dieta Sirt»?

Partiamo dal nome: «dieta Sirt» viene da sirtuine, proteine che produciamo noi stessi, nelle nostre cellule. Queste proteine hanno svariati compiti di regolazione: la loro azione infatti si svolge andando a spegnere i meccanismi che fanno accumulare grasso nel tessuto adiposo, aumentano il consumo dei grassi a scopo energetico, favoriscono l’aumento muscolare1. Tutto questo porta a un dimagrimento molto efficace, dato da perdita di grasso e mantenimento o addirittura aumento del tessuto muscolare. I polifenoli contenuti negli alimenti Sirt stimolano la sintesi e l’attivazione delle sirtuine, andando quindi a favorire un dimagrimento sano2. Gli alimenti compresi nella dieta sono abbastanza comuni: grano saraceno, peperoncino, capperi, cacao, caffè, olio extravergine d’oliva, tè verde, curcuma, radicchio rosso, cavolo riccio, prezzemolo, noci… In generale, la dieta spinge a favorire il consumo di alimenti poco lavorati, verdure e spesso anche alimenti che generalmente in una dieta non trovano spazio, come il cioccolato fondente, ma non esclude nulla: non è una dieta a basso tenore di carboidrati di per sé, non è nemmeno a basso tenore di grassi, ma può essere adattata a qualsiasi tipo di scelta alimentare: lavorare soprattutto sulle verdure vuol dire anche non dover stravolgere le abitudini, che si segua la paleodieta o la dieta vegana, c’è spazio per i cibi Sirt.

Come funziona?

I due nutrizionisti hanno provato il loro protocollo in un club sportivo inglese, reclutandone gli iscritti e proponendo quello che poi hanno scritto nel libro. Si tratta di due fasi:

  • nella fase 1 abbiamo quella che viene descritta come fase di attacco, in cui viene divisa la settimana in due parti, una prima parte in cui si mangiano meno di 1000 kcal, e una seconda dove si passa a circa 1500 kcal. Nella prima parte ci si ciba soprattutto di centrifugati o estratti di cibi Sirt, con un solo pasto solido, nella seconda fase invece si fanno due pasti solidi e si bevono due centrifugati o estratti;
  • nella fase 2 abbiamo il mantenimento, ovvero tre pasti solidi e una sola centrifugata o estratto.

Questa in realtà è la parte più debole del libro, a mio parere: mentre ho apprezzato moltissimo l’ampia bibliografia messa a disposizione riguardante i polifenoli e le sirtuine, i due nutrizionisti si limitano a dirci che le persone che hanno seguito questa dieta sono calate di circa 3,5 kg in una settimana (in realtà nel testo si dice 3,2 kg, 3,5 è presente solo nella copertina). Non hanno pubblicato uno studio, non c’è un gruppo di controllo per fare una verifica dei risultati, i soggetti sono sportivi e non casuali… insomma, dal punto di vista editoriale è qualcosa che fa molto presa, ma non si può di certo definire un lavoro scientificamente accurato. Questa probabilmente è la pecca più grande del testo, che in fin dei conti descrive però delle regole a mio parere estremamente buone di alimentazione generale.

Salvo patologie particolari (per cui magari si deve stare attenti alle interazioni con i farmaci), questa dieta è fattibile da chiunque, ed è forse il miglior modo per stimolare il consumo di alimenti freschi e vegetali, come dovrebbe essere la dieta mediterranea. Se il risultato finale è quello di far consumare più verdure, più pseudocereali e meno cibi industriali, ben venga un libro che racconta una storia senza dati scientifici certi, perché comunque la scienza supporta il consumo di tali alimenti da decenni, ed è tutto di guadagnato.

Per acquistare il libro sulla dieta Sirt si può far riferimento a questo link: Sirt. La dieta del gene magro

Bibliografia

  1. Haigis MC, Guarente LP. Mammalian sirtuins–emerging roles in physiology, aging, and calorie restriction. Genes Dev. 2006;20(21):2913–21. doi:10.1101/gad.1467506.
  2. Howitz KT, Bitterman KJ, Cohen HY, et al. Small molecule activators of sirtuins extend Saccharomyces cerevisiae lifespan. Nature. 2003;425(6954):191–6. doi:10.1038/nature01960.

Fonte immagine
http://www.gioia.it/