Pierre Dukan

Pierre Dukan

Pierre Dukan è un ex medico francese radiato per sua stessa richiesta dall’Ordine dei medici1. La dieta proposta è di tipo chetogenico, già visto con la Atkins: abbiamo l’eliminazione dei carboidrati e un’accentuazione del consumo di alimenti proteici e grassi. Il regime Dukan però è stato osteggiato molto più di quanto lo sia stata una qualunque altra chetogenica; in Francia l’ANSES (l’agenzia francese che si occupa di alimentazione, salute e ambiente) ha pubblicato un lavoro molto dettagliato2, che è poi stato riassunto in un documento informativo3, in cui si mostra questa dieta con altre simili come un possibile pericolo per la salute, soprattutto se seguita in regime di fai-da-te senza consultare un medico.

La dieta Dukan effettivamente è molto drastica. Come tutte le chetogeniche va a fasi separate nel tempo ma, a differenza di molte altre, durante la prima fase prevede solo carne e pesce. Questo periodo, chiamato Fase di attacco, è basato su quelle che Dukan chiama “le proteine pure”, ovvero uova, carne e pesce, latticini magri, tofu e seitan. Per qualche giorno (da 3 a 7) l’alimentazione deve basarsi solo ed esclusivamente su questi alimenti, niente frutta né verdure (e ovviamente niente cereali, legumi e patate). Sorprendentemente, nemmeno maiale e agnello rientrano in questa fase. Unica eccezione, la crusca d’avena: in questa prima fase, Dukan infatti consiglia un cucchiaio e mezzo di crusca d’avena al giorno come fonte di fibre. Questa prima fase è la più criticata in assoluto, perché eccessivamente sbilanciata.

Nella seconda fase, la Fase di crociera, si aggiungono le verdure e il metodo consiglia di alternare giorni di proteine pure e giorni di proteine e verdure, oppure fare 5 giorni di uno e 5 giorni dell’altro. In questa seconda fase finalmente si rivedono un po’ di fibre e l’alimentazione diviene un po’ più ricca, quindi anche meno stressante per l’organismo. La crusca aumenta fino a due cucchiai al giorno, inoltre si suggeriscono alternative al ritmo come 2 giorni di proteine pure e 5 di verdure, oppure 2 di proteine pure non consecutivi e negli altri giorni nessun piano particolare, ma senza eccessi (valido – si dice – soprattutto per la cellulite). Inoltre si aggiunge l’attività fisica, prima vietata, sotto forma di camminata, 30 minuti al giorno. Questo regime dovrebbe essere tenuto fino al raggiungimento del peso.

La terza e la quarta fase, chiamate consolidamento e stabilizzazione, sarebbero necessarie per mantenere il peso raggiunto e avere la possibilità di tornare a mangiare praticamente tutto, con qualche accortezza. Si reintroducono cereali integrali, legumi, frutti, formaggi, e deve durare 10 giorni per ogni kg perso, si mantiene un giorno di proteine pure. Nella quarta fase si mantiene il collegamento con le abitudini prese mantenendo il giorno proteico e 3 cucchiai di crusca d’avena il giorno.

I lati positivi sono comuni a tutte le diete chetogeniche: rapido decremento di peso e relativa facilità nel seguire le indicazioni, motivazione sempre attiva e assenza di fame. Esistono comunque sempre i lati negativi: la terza e la quarta fase servono per mantenere il peso corporeo, ma non sempre vengono seguite, per questo spesso capita di riprenderlo con gli interessi. Inoltre la mancanza di cibi zuccherini può avere effetti sull’umore. Permangono inoltre anche le controindicazioni classiche delle chetogeniche: persone con diabete di tipo 1, chi ha problemi renali, cardiaci o epatici gravi non dovrebbero seguire questa dieta. Infine è possibile, soprattutto nella prima fase, la comparsa di stipsi.

È stato anche segnalato un caso di chetoacidosi grave4, ma sono effetti avversi molto rari e probabilmente dipendenti anche dalle condizioni fisiche precarie del paziente. Molti accusano le diete chetogeniche di causare danni al cuore, ai reni e al fegato. In realtà in letteratura non esiste una chiara indicazione a riguardo, queste quindi non sono altro che leggende metropolitane: siccome la dieta non è indicata per chi ha problemi renali allora si crede che causi questi problemi.

Per informazioni generali vedi Tutto quello che c’è da sapere sulla dieta Dukan

Bibliografia

  1. Dukan radié de l’Ordre des médecins à sa demande. Available at: http://www.lemonde.fr/vous/article/2012/05/16/dukan-radie-de-l-ordre-des-medecins-a-sa-demande_1701930_3238.html. Accessed January 16, 2015. 
  2. Evaluation of the risks related to dietary weight-loss practices.; 2010. (documento non più disponibile online) 
  3. Opinion of ANSES concerning the request to evaluate the risks related to dietary weight-loss practices | ANSES – Agence nationale de sécurité sanitaire de l’alimentation, de l’environnement et du travail. Available at: https://www.anses.fr/en/content/opinion-anses-concerning-request-evaluate-risks-related-dietary-weight-loss-practices. Accessed January 16, 2015. 
  4. Freeman TF, Willis B, Krywko DM. Acute intractable vomiting and severe ketoacidosis secondary to the Dukan Diet©. J Emerg Med. 2014;47(4):e109–12. doi:10.1016/j.jemermed.2014.06.020. 

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