Alcune diete commerciali non sono strutturate in uno schema preciso e vendute tramite libri e prodotti, ma vengono rilasciate al cliente dopo un colloquio a distanza (telefonico o tramite form online) e – almeno nella pubblicità – il sistema permette una personalizzazione e un affiancamento per chi intraprende questa strada.

Recentemente, il dottor Antonio Pratesi ha pubblicato, sul Fatto Alimentare1, un esempio di quale sia la dieta proposta da una di queste aziende: la Bioimis. Come detto, non è l’unica azienda che si muove in questo modo, ma avendo i suoi dettagli la userò come esempio. Tutti i dettagli che userò sono ripresi dal Fatto Alimentare.

Le caratteristiche della dieta Bioimis

I dati riportati dal dottor Pratesi si riferiscono al 2012 e, alla data attuale, l’azienda potrebbe anche comportarsi diversamente.
Prima di tutto, l’azienda ci dice che le diete sono stilate da medici e biologi nutrizionisti:

Gli studi scientifici
Medici e Biologi Nutrizionisti supervisionano costantemente i programmi al fine di garantire ad ognuno massimo dei risultati, affidabilità e sicurezza.

Questo mi rassicura, perché se una dieta vuole essere personalizzata (come dice la loro pubblicità) è bene che lo sia da qualcuno che ha studiato la materia. Certo, essendo il sito internet di un’azienda e non un medico o un nutrizionista che visita una persona, in calce a tutte le pagine del loro sito c’è scritto

I risultati della perdita di peso possono variare da persona a persona. Le informazioni e i suggerimenti contenuti in questo sito non sostituiscono il parere e il supporto dei medici, dei nutrizionisti, degli psicologi, dei professionisti di educazione fisica e di altri specialisti.

Quindi sarebbe meglio affidarsi anche a professionisti in carne e ossa ma… chi ha voglia di andare da un nutrizionista quando si spendono 2400 euro per una dieta1? Apprezzabile anche il fatto che, all’inizio del programma alimentare, la Bioimis chieda al cliente di rivolgersi a un medico per gli accertamenti del caso prima di cominciare.

La dieta

Viene consegnata una dieta, anche questa messa a disposizione dal Fatto Alimentare2. In particolare, la dieta che viene mostrata è intitolata Programma dietetico Bioimis di 99 giorni per una donna di 49 anni diabetica. Non so se il titolo l’abbia dato la Bioimis, ma riassume la situazione iniziale. La dieta suggerita è composta da un singolo alimento per pasto (ad esempio, il primo giorno è: colazione: uova sode; pranzo: coscia tacchino; cena: branzino/spigola) ripetuto per due giorni. Ogni due giorni, nel 2012, si cambiava menù, che rimaneva fisso e mono-alimento per pasto.
Andando a vedere le giornate, ci si rende conto di come la dieta sia una chetogenica (ne ho già parlato nel post dedicato alla dieta Atkins), capace di far calare di peso molto velocemente. Vengono inserite, in alcune giornate, delle fonti di carboidrati come il riso a colazione, ma complessivamente la dieta risulta sempre povera di carboidrati e ricca di proteine.

La pasta a colazione

È interessante notare che, se viene inserita, la fonte di carboidrati è sempre a colazione: spaghetti, lenticchie, riso.
Perché? Beh, perché si sta seguendo una dieta chetogenica, ovvero una dieta a basso tenore di carboidrati. Questo tipo di dieta fa sì che il nostro corpo consumi tutte le riserve di zuccheri e cominci a sfruttare i grassi per trovare l’energia per andare avanti. Mangiare ogni tanto una fonte di carboidrati, anche in abbondanza, a colazione, permette di soddisfare il palato ma di avere poi l’intera giornata per bruciare gli zuccheri assunti, riprendendo a consumare solo grassi già dal giorno successivo (quindi non interrompendo, ma solo rallentando, il calo di peso visto sulla bilancia).
Come sempre, alla fine del percorso di dieta stretta, c’è una progressiva reintroduzione dei carboidrati, che dovrebbe funzionare da guida per il dopo dieta

Analisi dei nutrienti sommaria

Per curiosità, sono andato a inserire le prime due settimane di pasti suggeriti nel mio software. Non avendo indicazioni sulle quantità, ho scelto di inserire porzioni abbondanti ma compatibili col tipo di alimento (200 g di petto di pollo, 150 g di riso…). In più ho aggiunto 30 g di olio al giorno che, seppur non indicato, sono abbastanza sicuro che sia stato usato perché, generalmente, in questo tipo di diete non si limitano i grassi.

L’analisi fatta riporta i seguenti dati, come media settimanale: un quantitativo calorico medio di circa 800 kcal (con l’olio aggiunto) per la prima settimana, 600 kcal per la seconda settimana; la dieta è abbondante in lipidi (53% delle calorie la prima settimana, 49% la seconda settimana); ha un quantitativo proteico percentualmente rilevante ma probabilmente in linea con il fabbisogno di una signora quarantanovenne nella prima settimana (67 g in media, pari a circa il 24% delle calorie), scarso nella seconda settimana (38 g in media, stessa percentuale sulle calorie totali); ha un quantitativo in carboidrati, in media, basso: 30 g per la prima settimana (il 14% delle calorie) e 42 g per la seconda settimana (27%).

Per capire questi dati, confrontiamoli con quelli suggeriti dalle linee guida dei LARN3. Stiamo parlando di una dieta fortemente ipocalorica, è quindi normale che le calorie non corrispondano a quanto ci dicono le linee guida (per un adulto normopeso siamo tra le 1800 kcal e le 3000 kcal circa, a seconda dell’attività fisica e del genere), ma suggeriscono anche un livello minimo di proteine: 0,9 g per ogni kg di peso. Se nella prima settimana, 67 g potrebbero andar bene immaginando una signora sui 70-75 kg, nella seconda settimana non c’è nulla che giustifichi i 38 g, decisamente pochi.

Non c’è un limite minimo per i carboidrati, perché il nostro corpo li produce da solo, ma ce n’è uno massimo per i grassi, che non dovrebbero superare il 35% delle calorie di una dieta; è vero che ho aggiunto dell’olio e ho usato quantità abbondanti e arbitrarie, ma in caso io non l’avessi fatto le calorie sarebbero state probabilmente così poche da rasentare il digiuno.

Conclusioni

La dieta proposta è una chetogenica con tutti i crismi, come la già citata Atkins e come anche la Dukan. Lungi da me accusare la dieta chetogenica di essere poco salutare, ma bisogna ricordare che non è adatta a tutti: persone con problemi cardiaci, epatici o renali, persone con diabete di tipo 1 e con problemi di disturbi dell’alimentazione non devono mai intraprendere un percorso chetogenico. Inoltre, lo schema è assolutamente monotono e rischia di stufare molto prima del novantanovesimo giorno. Infine, il metodo proposto è sicuramente efficace per perdere peso, ma non insegna ad approcciarsi al cibo in maniera corretta. Piuttosto, insegna che la dieta è qualcosa di momentaneo, che si può abbandonare dopo aver raggiunto l’obiettivo, ed è questo il più grosso danno di questo tipo di approcci. La dieta non va mai abbandonata, le regole del mangiar bene devono rimanere in noi, devono essere apprese per poterci godere anche i momenti di sgarro senza paure, deve essere un cambio di stile di vita.

AGGIORNAMENTO del 30/06/2017

Nei commenti è presente l’intervento di un utente che si firma Staff Medico Bioimis. Per correttezza e per informazione di chi legge, riporto qui sotto il commento, in modo da renderlo più evidente.

Innanzi tutto ci teniamo a complimentarci con l’autore di questo articolo per la correttezza e i toni pacati con cui esprime la propria opinione nell’ambito della recensione, comprese le critiche negativa che ci rivolge. Dobbiamo inoltre dargli atto di aver centrato molti aspetti relativi al Programma e di aver evidenziato diverse tematiche in ambito nutrizionale che condividiamo assolutamente. Purtroppo anche questo articolo contiene diverse inesattezze, ma non poteva essere altrimenti poiché si basa su quanto descritto dal dott. Pratesi in modo falso e tendenzioso.
Siamo pienamente d’accordo con il fatto che un programma alimentare che miri al dimagrimento, e che quindi si basi su qualsiasi forma di restrizione (che sia chetogenico o meno o che sfrutti qualsiasi altro meccanismo biochimico, compresa la restrizione calorica), non possa essere adatto a tutti. Quello che non è evidentemente noto a questo autore (e nemmeno ad altri) è che il Programma Alimentare Bioimis opera un filtro e una selezione all’ingresso, a differenza di tanti altri nutrizionisti di vario genere, estremamente rigido e serio. Non sono ammessi a partecipare al programma soggetti affetti, non solo dalle condizioni indicate dall’autore dell’articolo, ma da tantissime altre situazioni (patologie infiammatorie croniche intestinali, patologie psichiatriche, soggetti in gravidanza e allattamento ecc….) per cui in conclusione vengono accettati solamente soggetti in buone condizioni di salute, al massimo ipertesi senza danno d’organo e diabetici di tipo II non in terapia iniettiva. Questo ci porta a dover rifiutare numerosi potenziali clienti, spesso disperati perché non sono riusciti a dimagrire con i regimi “tradizionali” o sono stati abbandonati dai medici curanti/nutrizionisti e lasciati alla loro patologia. Ad onore del vero dobbiamo dire che in alcuni di questi casi, quando è stato possibile creare una collaborazione con il nefrologo di fiducia, il cardiologo, il diabetologo e il medico curante sono sempre stati ottenuti ottimi risultati con enorme soddisfazione, oltre che nostra, dei medici coinvolti, ma soprattutto del paziente.
Un altro errore che dobbiamo far notare è quello relativo al calcolo calorico. Sono conti che ovviamente facciamo anche noi, si tratta di monitoraggi che vengono effettuati a campione per valutare gli apporti assunti dai clienti nello svolgimento della prima fase del programma (e non solo in realtà). Anzi noi facciamo di più, cioè alla valutazione del rapporto tra macronutrienti (che in realtà lascia il tempo che trova data la breve durata della fase in analisi) verifichiamo regolarmente anche l’apporto di tutti i micronutrienti. E’ indispensabile evidenziare l’errore di fondo commesso dall’autore, le quantità indicate possono essere considerate adeguate per un soggetto normopeso, mentre il nostro cliente medio è un soggetto gravemente obeso abituato a saziarsi (ed è questo che consigliamo noi) con quantità di cibo decisamente più sostanziose. Anche la quota di olio è decisamente sottostimata. Dalle nostre verifiche a campione (effettuate su periodi ben più lunghi di 2 settimane e non su un singolo soggetto, ma su centinaia), in cui attraverso interviste strutturate chiediamo ai clienti di dirci le quantità consumate, sono emersi infatti porzioni, per gli alimenti, almeno doppie rispetto a quelle indicate nell’articolo e triple per l’olio d’oliva. L’introito calorico medio di un cliente si aggira tra le 2500 e 2800 kcal al giorno, se vi piace ancora questa modalità di lettura della nutrizione umana.
La cosa più importante viene poi detta in chiusura dell’articolo a proposito del senso della dieta e delle regole del mangiar bene. Quanto affermato, che condividiamo pienamente, dovrebbe più facilmente aiutare a comprendere perché il Programma Alimentare Bioimis si sviluppa nel corso di un anno, del quale solo 2/3 mesi sono finalizzati al dimagrimento puro e semplice, mentre in tutto il resto del percorso si cerca di insegnare un sistema per potersi alimentare in maniera consapevole ed equilibrata. Insegniamo ad usare i cibi freschi e le materie prime, a variarli e combinarli in tutte le maniere possibili per sfruttare al massimo le qualità di tutti gli alimenti che abbiamo a disposizione. Insegniamo inoltre il piacere di cucinare e preparare i propri pasti senza dover pesare e misurare ogni cosa, liberando l’alimentazione dai troppi numeri che sono spesso causa di frustrazione e alla fine di aumento di peso. Insegniamo a capire come risponde il proprio corpo ad ogni cibo in modo da conoscerlo e sapere come, quando e con cosa mangiarlo. Vogliamo che i nostri clienti, al termine dell’anno, siano dimagriti e abbiano riscoperto il vero piacere del cibo, senza doverlo temere, sapendo come gestirlo e come utilizzarlo per trarne il massimo vantaggio in termini di salute. Non ci si fermi al solo dimagrimento rapido, che è sicuramente gratificante, dà fiducia in se stessi e ridona la voglia di vivere e stare con gli altri, chiediamo che in questi commenti si valuti tutto il programma per la sua intera durata. Anzi sarebbe ancora più corretto considerare le diverse fasi per il diverso peso (anche in termini temporali) che hanno e per le loro finalità.

Bibliografia

1. Pratesi A. Il metodo Bioimis (e imitazioni): un regime alimentare poco equilibrato. http://www.ilfattoalimentare.it/metodo-bioimis-regime-alimentare.html. Accessed May 12, 2017. ,
2. Programma Dietetico Bioimis. http://www.ilfattoalimentare.it/wp-content/uploads/2017/04/Programma-dietetico-Bioimis.pdf. Accessed May 12, 2017.
3. Sinu. LARN 2014. http://www.sinu.it/html/pag/tabelle_larn_2014_rev.asp.

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