merendinaLo scorso 18 ottobre è andata in onda una puntata di La versione di Oscar su Radio24 intitolata “Cibo tra informazione e bufale”1. Il conduttore della trasmissione, Oscar Giannino, si diceva preoccupato perché, seguendo la puntata di Mi manda Raitre del 20 settembre scorso, ha sentito delle parole inquietanti da parte di un medico ospite della trasmissione riguardanti il consumo di zuccheri e la dipendenza da merendine nei bambini. L’ospite di cui vengono riportate le parole è la dottoressa Debora Rasio, ricercatrice della Sapienza, specialista in oncologia e master in nutrizione.

Le parole della ricercatrice

Ammetto di non aver visto la trasmissione televisiva, ma Giannino riporta nella puntata alcune parole della dottoressa per lui significative:

Abbiamo detto che noi, di zucchero, non abbiamo bisogno. Anzi, viviamo molto meglio senza; però ci sono zuccheri più pericolosi di altri: il più pericoloso è il fruttosio. Il fruttosio ha questo meccanismo per cui quando entra in circolo (per esempio quando beviamo un succo di frutta) va tutto nel fregato; mentre il glucosio è utilizzato da tutte le cellule del corpo, il fruttosio è metabolizzato solo dal fegato, che non ha un meccanismo per difendersi, quindi quando entra nelle cellule queste sono sovraccaricate di carburante ed è come se andasse in tilt, per cui si crea uno stress ossidativo, l’infiammazione. Questa è la ragione per cui moltissimi nostri bambini (parliamo di bambini) hanno sindrome metabolica, hanno un fegato grasso; non lo dobbiamo sottovalutare, perché è una condizione che può evolvere in cirrosi e addirittura necessitare di un trapianto. Questo succede negli USA ma noi stiamo cominciando a imitare, ahimè sempre di più, questo stile di vita assurdo in cui mangiamo cibi che sono creati a tavolino dall’industria.

Poi viene riportato da Giannino anche un dialogo successivo tra la dott.ssa Rasio e il conduttore di Mi manda Raitre.

Conduttore: “Tra l’altro dicevamo con Debora Rasio che lo zucchero è innacquato [sic] anche negli alimenti per bambini, no?”

Dott.ssa Rasio: “Lo mettono dappertutto, perché serve a dare gusto e sapore a qualcosa che non ha più sapore perché è stato già precotto, lavorato, magari è il risultato della combinazione di polveri diverse. Sono prodotti che non avrebbero sapore, a meno che noi non andiamo ad aggiungere sale, zuccheri, grassi… e guardate che questi alimenti vengono messi insieme in modo tale da stimolare delle aree del cervello che sono le stesse che vengono attivate da droghe (quali ad esempio la marjuana o la cocaina) e che creano dipendenza. Non ci dobbiamo stupire se i nostri bambini non si sanno fermare davanti a queste merendine, sono studiate per creare dipendenza perché la combinazione di zucchero, grassi e sale fa questo. Allora… questo meccanismo che ha spiegato è stupendo, si chiama glicazione delle proteine, vuol dire che noi disattiviamo i nostri enzimi, le nostre proteine. Nulla funziona più al meglio quando 50 g di zucchero (cioè 10 volte quello che ha un adulto in ogni momento), vengono introdotti nel nostro corpo”

Conduttore: “Tra l’altro dovremmo avere una grafica del contenuto di zucchero negli alimenti per bambini. Leggo dei dati: 11 g nell’omogeneizzato alla pera, 6,3 nel biscotto granulato, 18 g nel biscotto, 9,2 g di zucchero nei cereali e nel cacao solubile. Tutti alimenti per bambini”.

La trasmissione e i suoi ospiti

A questo punto Giannino si dice terrorizzato, in quanto padre di bambini piccoli, da queste dichiarazioni, si chiede se sia possibile che le autorità rimangano silenti rispetto a un cibo che crea dipendenza (successivamente chiarirà cosa effettivamente l’ha terrorizzato). Fa notare però una cosa: nella trasmissione della Rai non c’è contraddittorio, non c’è nessuno che si contrapponga alle tesi della dottoressa. Gli ospiti che invita sono – secondo una sua dichiarazione fatta verso la fine della puntata – proprio il contraddittorio che mancava alla trasmissione Rai. Invita Ivo Ferrario, direttore della comunicazione di Centromarca, e Ovidio Marzaioli, vice segretario Movimento Consumatori. Entrambi gli ospiti si impegnano a perorare la causa industriale e voglio sottolineare che lo fanno con argomenti del tutto validi e che mi vedono d’accordo quasi su tutto.

Ferrario dice che i controlli sono stringenti, i regolamenti garantiscono una qualità altissima del prodotto e che gli ingredienti usati sono alimenti di uso comune come zucchero, burro e marmellata; Marzaioli punta il dito sull’attacco ai prodotti industriali tout court, mediaticamente contrapposti con “le sane cose di una volta” che, a ben vedere, creavano comunque problemi, perché non c’erano i controlli e i regolamenti di qualità di oggi. Anche lui fa notare la mancanza di contraddittorio nella trasmissione della Rai, descrivendola come una mancanza di informazione. Ecco l’unica cosa su cui non sono d’accordo: se si parla di scienza non serve il contraddittorio, i fatti sono fatti. Il contraddittorio si fa sulle opinioni, la scienza divulga ciò che è più vicino possibile alla realtà, non divulga opinioni.

Giannino non coglie il punto

È durante il dialogo con questi ospiti che Giannino dimostra di non aver capito il punto. Chiede ai suoi ospiti se è vero che

nelle preparazioni industriali degli alimenti per bambini ci sono additivi per la dipendenza, come le droghe.

E ovviamente i due ospiti smentiscono, dicendo che è semplicemente una sciocchezza. Si chiede anche se la dottoressa Rasio possa sostenere non tanto le sue tesi sui danni da eccessivo consumo di grassi e zuccheri (Giannino non attacca il discorso sul piano medico), quanto sull’esistenza di un’enorme cupola in Italia che coinvolge le autorità controllanti comprate al servizio degli interessi industriali:

La domanda è, cari ascoltatori, non se mangiare troppo zucchero fa male o meno, è ovvio che sì, ma siamo in presenza di un enorme complotto fatto per avvelenare i nostri figli?

Additivi che creano dipendenza?

La puntata di La versione di Oscar del 18 ottobre è viziata da un fraintendimento che nessuno degli ospiti (o degli ascoltatori intervenuti) pare cogliere. Giannino parla di additivi, ovvero di qualcosa aggiunto alle merendine per dare l’effetto di dipendenza. Come giustamente detto dai suoi ospiti, non esiste niente di tutto ciò: nessuno droga le merendine. Il fatto è che sono proprio gli ingredienti delle merendine a causare quest’effetto, e non è affatto un problema di prodotto industriale o casalingo.

Obesità e dipendenza

L’obesità è descritta anche come un problema di dipendenza da cibo e tra questa e la dipendenza da sostanze stupefacenti esistono parallelismi importanti nel funzionamento del cervello2,3. In una review del 2007 è stato messo in evidenza come i cibi ricchi di grassi e zuccheri diano un appagamento molto forte, addirittura maggiore rispetto alla cocaina4 e in modelli animali si è parlato addirittura di dipendenza vera e propria5,6. È appunto il consumo di questi nutrienti che porta, quindi, a volerne di più e in caso di eccesso è facile arrivare all’obesità.

Torta della nonna e prodotti industriali

Perché allora prendersela con i prodotti industriali? Effettivamente anche la torta della nonna ha grassi e zuccheri che portano, alla fine, alle stesse conclusioni. Il problema è sempre e solo uno: la quantità. Una merendina mangiata ogni tanto non causa nessun problema, ma il bambino può mangiarne anche più di una al giorno, e potrebbero non essere le uniche fonti di zuccheri e grassi (perché magari anche la nonna fa la sua torta, ad esempio). Nella nostra società, il pericolo maggiore è l’eccesso. Le industrie sono ovviamente interessate a vendere quanto più prodotto possibile ed è giusto che sia così, d’altro canto però bisogna essere consapevoli che, come consumatori, certe cose andrebbero comprate saltuariamente. Non esiste un additivo che causi dipendenza, non c’è alcun attacco alle industrie, semplicemente bisogna fare i conti con la realtà dei fatti: quegli alimenti hanno ingredienti che creano dipendenza, è quindi uno sforzo di razionalità il consumarne con parsimonia.

Riferimenti

  1. Cibo tra informazione e bufale | Radio24. http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/versioneoscar/cibo-informazione-bufale-165721-gSLA8cej3B.
  2. Volkow ND, Wang GJ, Fowler JS, Tomasi D, Baler R. Food and drug reward: overlapping circuits in human obesity and addiction. Curr Top Behav Neurosci. 2012;11:1-24. doi:10.1007/7854_2011_169.
  3. Carnell S, Gibson C, Benson L, Ochner CN, Geliebter A. Neuroimaging and obesity: current knowledge and future directions. Obes Rev. 2012;13(1):43-56. doi:10.1111/j.1467-789X.2011.00927.x.
  4. Lenoir M, Serre F, Cantin L, Ahmed SH. Intense sweetness surpasses cocaine reward. PLoS One. 2007;2(8):e698. doi:10.1371/journal.pone.0000698.
  5. Avena NM, Rada P, Hoebel BG. Evidence for sugar addiction: behavioral and neurochemical effects of intermittent, excessive sugar intake. Neurosci Biobehav Rev. 2008;32(1):20-39. doi:10.1016/j.neubiorev.2007.04.019.
  6. Avena NM, Rada P, Hoebel BG. Sugar and fat bingeing have notable differences in addictive-like behavior. J Nutr. 2009;139(3):623-628. doi:10.3945/jn.108.097584.